Ti immagini la scena: controlli la schedina, ricontrolli, poi ti accorgi che quei numeri non sono un sogno. E subito dopo l’euforia arriva la domanda che nessuno ti prepara a gestire: “Ok, adesso chi mi aiuta a non rovinare tutto?”. È qui che, spesso, spunta una figura inattesa, il notaio. E con lui la curiosità più concreta di tutte: quanti soldi gli vanno davvero?
Perché entra in scena (anche se non è obbligatorio)
Partiamo dal punto che sorprende di più: non esiste una regola che imponga il notaio per incassare una vincita al SuperEnalotto. Per riscuotere, in genere, servono i canali ufficiali previsti dal concessionario, documenti, verifiche e tempi tecnici.
Allora perché tanti vincitori lo coinvolgono comunque, soprattutto quando parliamo di cifre molto alte?
Per tre motivi pratici, molto “terra terra”:
- Privacy e schermatura: gestire atti, deleghe, accordi e passaggi senza esporre dati e dettagli a troppe persone.
- Ordine e prove: mettere per iscritto decisioni e responsabilità, specie se la vincita è condivisa.
- Sicurezza nei trasferimenti: coordinare bonifici, intestazioni, donazioni, patti tra familiari, riducendo errori e contestazioni.
In altre parole, non è il “pedaggio del jackpot”, è più una cintura di sicurezza quando la posta diventa enorme.
Quanto si paga davvero: la verità è che dipende (e non è una scappatoia)
Qui bisogna essere limpidi: non esiste un tariffario fisso “percentuale sulla vincita” valido per tutti i casi. Le ricerche online spesso non danno numeri ufficiali perché la parcella notarile varia molto in base a:
- tipo di attività (consulenza, autenticazione firme, atto complesso),
- numero di soggetti coinvolti (una persona, una comitiva, una famiglia allargata),
- urgenza, incontri, documenti, verifiche,
- eventuali imposte e spese vive legate agli atti (che non sono “compenso”).
Detto questo, nella pratica professionale si vedono spesso compensi negoziati che, nei casi di grandi patrimoni, possono collocarsi in un intervallo indicativo (non universale) attorno allo 0,1% – 1% se l’incarico include strutture e atti articolati. Più frequentemente, però, molti percorsi non seguono affatto una percentuale e si ragiona “a pacchetto” o a prestazione.
Esempi realistici (per capire gli ordini di grandezza)
| Tipo di supporto | Cosa copre di solito | Ordine di grandezza possibile |
|---|---|---|
| Consulenza e piano operativo | strategia, verifiche documentali, coordinamento con banca e professionisti | da qualche migliaio a decine di migliaia di euro |
| Autentiche e deleghe | firme autenticate, procure, verbali | in genere costi contenuti rispetto al totale |
| Assetti più complessi | accordi tra più vincitori, atti di donazione, tutele patrimoniali, riservatezza | può salire a decine di migliaia (o più) |
Il punto non è trovare “il numero giusto” su internet, è ottenere un preventivo scritto, con voci separate tra compenso e spese.
I casi in cui serve (quasi) sempre
Ci sono situazioni in cui la presenza di un notaio smette di essere un lusso e diventa buon senso:
- Vincita in gruppo: se avete giocato insieme, serve un accordo chiaro su quote, tempi, deleghe e gestione dei conti. La memoria, nei momenti euforici, è pessima.
- Famiglia e patrimonio: quando entrano in gioco donazioni, mantenimenti, acquisti importanti, conviene formalizzare per evitare future contestazioni.
- Protezione e riservatezza: meno persone sanno, meno problemi arrivano. Strutturare bene i passaggi riduce l’esposizione.
Attenzione anche a tasse e tempi
Un dettaglio che molti ignorano: in Italia le vincite del SuperEnalotto non sono “tutte esenti”, perché si applica una ritenuta sulla parte eccedente una soglia (oggi comunemente indicata in 500 euro). Quindi quando fai i conti, ragiona sempre sul netto che arriva davvero.
Tre mosse pratiche per non farti travolgere
- Metti al sicuro il titolo di gioco e limita le comunicazioni, la privacy è un asset.
- Prima di firmare o promettere soldi a chiunque, chiarisci la struttura: quote, tempi, obiettivi.
- Chiedi almeno due preventivi e verifica che includano: compenso, IVA, spese, eventuali imposte sugli atti.
Alla fine la risposta è semplice, anche se non è quella che speravi: al notaio non “va” automaticamente una percentuale della vincita, ma può costare da poco a molto a seconda di cosa gli chiedi. Ed è necessario non per incassare, ma per incassare bene, dormire tranquillo e non trasformare una fortuna in un problema.




