La scena è sempre la stessa: stai cucinando, sei in riunione, o semplicemente ti sei concesso due minuti di calma, e il cellulare vibra con un numero sconosciuto. Ti fermi un istante, lo guardi, e ti chiedi, è qualcuno che devo richiamare o è l’ennesimo tentativo di spam?
Quando un numero sconosciuto “puzza” di spam
Non esiste un singolo indizio infallibile, però alcuni segnali, messi insieme, raccontano una storia piuttosto chiara. Quelli che ho imparato a riconoscere più in fretta sono questi:
- Prefisso estero insolito, per esempio +44 (Regno Unito), +46 (Svezia), +40 (Romania), +34 (Spagna).
- Chiamata brevissima, la classica “una squillata”, che punta a farti richiamare.
- Orari strani, come pausa pranzo molto “larga”, sera tardi, weekend.
- Ripetizioni ravvicinate, più tentativi nello stesso giorno o a distanza di minuti.
- Numero privato/nascosto, spesso usato per eludere controlli e blocchi.
- Etichetta del telefono tipo “sospetto spam” o simile, se il filtro è attivo.
Una lettura rapida dei segnali
| Segnale | Cosa può significare |
|---|---|
| Prefisso estero inatteso | Campagne automatiche, richiamata a pagamento, liste acquistate |
| Una sola squillata | Esche per richiamare |
| Chiamate a raffica | Dialer automatici, tentativi “finché rispondi” |
| Voce registrata | Telemarketing aggressivo, truffe, raccolta dati |
Non tutti i numeri sconosciuti sono truffe
Qui vale la pena respirare e ragionare. Un numero non in rubrica può essere assolutamente legittimo: studio medico, scuola, corriere, assistenza, uffici. Di solito, però:
- chiamano in orari d’ufficio
- lasciano un messaggio in segreteria o inviano un SMS coerente
- se perdi la chiamata, spesso richiamano con un contesto chiaro
Lo spam, invece, gioca sporco anche con lo spoofing, cioè la falsificazione del numero per sembrare italiano, “vicino”, o perfino simile a uno già noto. Ed è lì che casca l’occhio, perché sembra tutto normale, finché non rispondi.
I segnali davvero pericolosi (quelli da non ignorare)
Se alzi e senti una voce automatica che propone offerte su energia, telefonia, “investimenti facili”, o peggio ti chiede di premere tasti, fermati. Ancora più allarmante se qualcuno chiede:
- codici di accesso
- password
- dati della carta
- codici via SMS (OTP)
Un ente serio non ti chiede queste informazioni al telefono in quel modo. Punto.
Perché ti chiamano così tanto?
Spesso non è “sfortuna”, è semplice matematica dei dati. Il tuo numero può essere finito in giro perché:
- è comparso in un data breach
- hai installato app con permessi e privacy poco chiare
- hai compilato moduli online senza leggere consensi e informative
- il tuo contatto era in elenchi o database ceduti per marketing
Risultato, il numero entra in liste che vengono riusate, vendute, incrociate.
Come bloccare subito su Android e iPhone
Quando capisci che è spam, la cosa più efficace è bloccare e segnalare, così aiuti anche i filtri del sistema.
Android
- Apri l’app Telefono e vai nel registro chiamate
- Premi a lungo sul numero
- Seleziona “Blocca e segnala come spam”
iPhone
- Apri Telefono, sezione Recenti
- Tocca la “i” accanto al numero
- Seleziona “Blocca questo chiamante”
App anti-spam e altre contromisure utili
Le app come Truecaller (e alternative come Hiya o Dovrei Rispondere?) possono identificare numeri in tempo reale grazie a database condivisi. Prima di sceglierle, io guardo sempre due cose: recensioni e privacy, perché alcune richiedono accessi molto ampi.
Altri rimedi pratici che funzionano bene:
- Cercare il numero su Google o su siti di segnalazioni, per conferme rapide
- Iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni, utile contro il telemarketing lecito (non ferma tutte le truffe)
- Attivare i filtri anti-spam dell’operatore, quando disponibili, e tenere aggiornato il sistema, perché i blocchi anti-spoofing stanno migliorando
Regole d’oro, semplici ma potentissime
- Se è importante, lasceranno un messaggio
- Non condividere mai dati sensibili
- Blocca e segnala appena hai un sospetto fondato
- Elimina SMS con link da sconosciuti, anche se sembrano “urgenti”
Alla fine, l’obiettivo non è vivere in allerta, ma costruire un piccolo automatismo: riconosci i segnali, non abbocchi, e chiudi la porta allo spam prima che diventi un’abitudine quotidiana.




