Ti immagini la scena: gratti, vedi cinque zeri e per un attimo il mondo rallenta. Poi arriva la domanda che nessuno fa subito ad alta voce, ma che prima o poi spunta sempre, “quanto mi resta davvero?”. Se hai vinto 10.000 euro al gratta e vinci, la risposta non è un’opinione, è un calcolo piuttosto preciso.
La cifra che lo Stato trattiene, senza giri di parole
Sulle vincite delle lotterie istantanee in Italia si applica una ritenuta del 20% (in vigore dal 2019), che viene trattenuta direttamente prima che tu veda i soldi.
Nel caso specifico di una vincita da 10.000 euro, la trattenuta è 2.000 euro. Quindi l’importo che finisce nelle tue mani è 8.000 euro netti.
| Vincita (lordo) | Ritenuta (20%) | Incasso (netto) |
|---|---|---|
| 10.000 € | 2.000 € | 8.000 € |
Un dettaglio spesso citato è la franchigia dei 500 euro, cioè la soglia sotto la quale non si applica il prelievo. Nella pratica, quando si parla di “quanto ti tolgono” su una vincita tonda come 10.000 euro, quello che conta per te è la cifra che viene effettivamente trattenuta al momento del pagamento, e su quel taglio la trattenuta risulta di 2.000 euro.
Chi trattiene i soldi e perché non li “recuperi” dopo
La parte che spiazza molti è questa: non sei tu a dover fare un bonifico allo Stato, né a dover compilare moduli complicati.
La ritenuta alla fonte viene applicata direttamente dal concessionario che gestisce il gioco (quello che paga materialmente la vincita). In altre parole, l’importo ti arriva già “ripulito” e la tassa è già stata versata.
E soprattutto è una ritenuta definitiva: non è una spesa che poi vai a scontare o recuperare nella dichiarazione dei redditi. È come se la partita fiscale si chiudesse lì, sul momento.
Queste vincite rientrano nella categoria dei redditi diversi da gioco lecito, inquadrati dal TUIR, e proprio per questo non seguono la logica classica di detrazioni e conguagli.
Devo dichiarare la vincita? Quasi mai, ed è qui che molti respirano
In generale, se hai incassato una vincita con ritenuta già applicata, non devi inserirla nella dichiarazione dei redditi. È uno di quei rari casi in cui la semplicità vince davvero.
Detto questo, vale la pena ricordare due aspetti pratici:
- conserva ricevute, scontrini di pagamento e documentazione dell’incasso, ti aiutano a ricostruire la provenienza delle somme in caso di controlli o chiarimenti bancari
- se la somma resta sul conto e aumenta la giacenza o il patrimonio, può riflettersi su indicatori come l’ISEE in modo indiretto, non perché la vincita si “ritassa”, ma perché cambia la fotografia del tuo patrimonio
Attenzione al mito del 26%: non c’entra con il gratta e vinci
Ogni tanto qualcuno ti dirà, magari convinto, “tanto ti prendono il 26%”. Qui è facile fare confusione.
L’aliquota del 26% riguarda in genere plusvalenze finanziarie (investimenti, alcuni strumenti e guadagni di natura finanziaria). Le vincite da lotterie istantanee, invece, hanno la loro regola separata e una aliquota fissa del 20%.
È un confine importante, anche psicologicamente: una cosa è il gioco, un’altra è l’investimento.
Cosa fare con 8.000 euro netti: una mini checklist realistica
Quando l’adrenalina scende, la domanda vera diventa “e adesso?”. Ecco una traccia semplice, senza promesse miracolose:
- Aspetta 48 ore prima di grandi decisioni, serve a evitare scelte impulsive
- Metti da parte una quota per spese certe (bollette, debiti, rate), è il modo più veloce per “sentire” la vincita
- Decidi una regola chiara, ad esempio 70% obiettivi, 30% sfizio, e rispettala
- Se pensi a acquisti particolari (collezionismo, oggetti, beni), informati su documentazione e rivendibilità, perché il valore “sul mercato” non è sempre quello che immagini
Alla fine, la risposta che cercavi è questa: su 10.000 euro, 2.000 se ne vanno in tasse, 8.000 restano a te. Sapere il numero esatto toglie ansia e, paradossalmente, rende la vincita ancora più concreta.




