A un certo punto capita a tutti: leggi “aumenti shock”, ti irrigidisci, fai due conti al volo e ti immagini già la bolletta che sale senza avvisare. Poi vai a cercare il dato vero, quello che conta davvero, e la storia cambia tono. Per il 2026, infatti, la parola “shock” non trova riscontro nei numeri ufficiali.
La cifra reale: nessuna stangata, importo confermato
Mettiamola subito in chiaro, così respiriamo: nel 2026 non sono previsti aumenti del canone Rai. L’importo annuo resta 90 euro, in linea con quanto indicato dalle informazioni ufficiali e dalle principali ricostruzioni affidabili.
Quindi, se stai cercando “quanto dovrò pagare l’anno prossimo”, la risposta concreta è questa: 90 euro in totale, non di più.
E sai qual è il dettaglio che spesso alimenta il fraintendimento? Il fatto che il pagamento non si presenta come una singola cifra, ma “a pezzetti”, dentro la bolletta.
Come lo pagherai: rate in bolletta elettrica
Dal 2016 il canone viene addebitato nella bolletta elettrica, una scelta pensata soprattutto per ridurre l’evasione. Anche nel 2026, salvo cambiamenti normativi successivi, l’impianto resta questo.
In pratica, l’importo viene suddiviso così:
- 10 rate mensili da 9 euro, da gennaio a ottobre, per un totale di 90 euro
- in alcune situazioni di fatturazione elettrica, può comparire come 5 rate bimestrali da 18 euro
Per rendere l’idea in modo visivo:
| Modalità di addebito | Quante rate | Importo per rata | Periodo tipico |
|---|---|---|---|
| Mensile | 10 | 9 € | gennaio, ottobre |
| Bimestrale | 5 | 18 € | in base alla fatturazione |
Il risultato non cambia: sempre 90 euro annui.
Perché se ne parla come di un “aumento”: il ritorno a 90 euro
Qui sta il punto che crea confusione e, a volte, titoli troppo “nervosi”.
Nel 2024 c’era stato un taglio del 25%, e il canone era sceso a 70 euro. Quella riduzione però non è stata rinnovata, e dal 2025 l’importo è tornato a 90 euro, cioè al valore che, di fatto, era rimasto stabile per anni.
Quindi nel 2026 non c’è una nuova impennata, c’è la conferma del valore già in vigore.
“Aumenti shock” e voci: cosa c’è di concreto
Ogni tanto circolano articoli che parlano di “novità assurde” o di possibili incrementi legati a scenari economici generici, sostenibilità, costi, evasione. Il problema è che spesso manca l’elemento decisivo: una cifra ufficiale o un provvedimento che modifichi davvero l’importo.
Se vuoi un criterio semplice per orientarti, eccolo:
- Se non c’è un riferimento chiaro a una norma o a un comunicato, è probabile che sia speculazione.
- Se la cifra finale per il 2026 rimane 90 euro, non è un aumento, è continuità.
Esenzioni: chi può non pagare (e come muoversi)
Qui vale la pena fermarsi un attimo, perché è la parte che può fare davvero la differenza, molto più di qualsiasi “allarme”.
Le esenzioni vanno comunicate all’Agenzia delle Entrate tramite gli strumenti e i modelli dedicati (online o con invio previsto dalle procedure). Le casistiche principali includono:
- Over 75 con reddito annuo complessivo (proprio e del coniuge) non superiore a 8.000 euro, e senza conviventi titolari di reddito proprio (fanno eccezione coniuge e personale di assistenza)
- domanda entro il 31 gennaio 2026 per l’esonero di tutto l’anno
- domanda tra 1 febbraio e 31 luglio per l’esonero del secondo semestre
- altre categorie previste da norme specifiche (per esempio alcuni casi legati a disabilità o condizioni particolari), con scadenze indicate nelle istruzioni annuali, spesso attorno ai primi giorni di febbraio
E se hai pagato senza doverlo fare? In quel caso, può essere previsto il rimborso seguendo la procedura indicata dall’amministrazione.
La conclusione che conta davvero
Per il 2026, la “sorpresa” è che non c’è nessuna sorpresa: il canone Rai resta a 90 euro. Il resto, cioè rate in bolletta, scadenze per le esenzioni, eventuali rimborsi, è il terreno su cui conviene concentrarsi. Perché è lì che, più che negli slogan, si gioca la differenza tra pagare il giusto e pagare per inerzia.




