Il 20 lire Siracusana filigrana stelle: la variante che vale molto più del nominale

C’è un momento, quando tieni in mano un francobollo apparentemente “comune”, in cui ti accorgi che sotto la carta si nasconde un dettaglio capace di cambiare tutto. Con il 20 lire Siracusana del 1955 succede proprio così: a prima vista è un valore ordinario, ma se la filigrana è quella giusta, il suo destino da semplice affrancatura può trasformarsi in un piccolo colpo di scena da collezione.

Un ordinario che nasce in un periodo di grandi tirature

Il 20 lire della serie ordinaria “Siracusana” raffigura l’ispirazione a un’antica moneta di Siracusa, un’immagine sobria e riconoscibile, pensata per la posta quotidiana. Dal 1955 questa serie viene riemessa con filigrana stelle, un “tappeto” di stellette orientate visibile in controluce, che inaugura una fase nuova e, per certi tagli, anche più interessante per chi ama la filatelia.

Il pezzo che accende la curiosità è il 20 lire Siracusana con filigrana stelle I tipo, emesso il 1° marzo 1955. Nei riferimenti più usati dai collezionisti italiani viene indicato come Sassone n. 768, con caratteristiche tecniche precise: stampa in rotocalco, dentellatura 14 x 14¼, colore bruno.

I tipi di filigrana: perché “I tipo” fa battere il cuore

Qui sta il punto: la filigrana “stelle” non è una sola, e il dettaglio del tipo cambia l’attrattiva del pezzo.

In modo semplice, si parla di:

  • I tipo (dal 1° marzo 1955), quello che interessa di più quando si cercano varianti specifiche.
  • II tipo (dal 25 marzo 1956), più frequente e spesso incontrato in usi successivi.
  • IV tipo (oltre il 1961), che compare in periodi ancora più tardi.

Questa scansione temporale conta, perché aiuta a capire sia la disponibilità sul mercato, sia la plausibilità di un uso postale coerente con le tariffe del tempo.

L’uso reale: il 20 lire che non era “solo da collezione”

Il bello di questo valore è che non nasce per stare in un classificatore. È un francobollo che ha viaggiato, e spesso in modo molto “pulito” filatelicamente.

Un esempio tipico è la cartolina: la tariffa da 20 lire rimane un riferimento importante dal 1951 al 1959. Non è raro trovare il 20 lire su corrispondenza reale, e proprio questi documenti, se ben conservati e leggibili, danno spessore alla collezione.

Poi ci sono le affrancature più “ragionate”, come le lettere a più porti, dove il 20 lire entra in composizioni tariffarie, per esempio su invii che richiedevano importi complessivi più alti.

Perché vale più del nominale: la chiave sono le varianti

Il 20 lire “normale”, anche con filigrana stelle, spesso ha un valore contenuto in conservazione media. Ma alcune combinazioni alzano l’asticella, e qui arriviamo al motivo per cui questa variante viene inseguita.

Le situazioni che fanno davvero la differenza includono:

  1. Stelle I tipo su carta ricongiunta: quando il francobollo mostra particolarità legate al supporto cartaceo, si entra nel territorio delle rarità pratiche, quelle che non si trovano “a caso” ogni settimana.
  2. Coppie (verticali, orizzontali, strisce): la presenza di più esemplari uniti, soprattutto se con particolarità coerenti e ben visibili, aumenta l’interesse e spesso anche la competitività in asta.
  3. Varietà di dentellatura o di carta segnalate nei cataloghi specializzati: per il 20 lire stelle I vengono indicate più varietà, e ognuna richiede occhio, pazienza e confronto.

In aste e vendite specialistiche, alcune coppie con caratteristiche particolari sono state proposte con basi che partono da decine di euro e, a seconda di gomma integra, centratura e nitidezza della filigrana, possono salire sensibilmente.

Come riconoscerlo senza farsi ingannare

Qui mi piace essere pratico, perché la filigrana è una di quelle cose che “o la vedi, o ti sembra un mito”.

Per identificare bene:

  • usa luce trasmessa (una lampada dietro un foglio bianco, o un visore filatelico),
  • osserva l’orientamento delle stellette e la loro regolarità,
  • confronta, quando puoi, un esemplare certo di I tipo con altri tipi o con emissioni senza filigrana.

Valore e stime: cosa conta davvero oggi

Il prezzo reale non nasce da una cifra scritta su un catalogo, ma dall’incontro tra rarità, domanda e conservazione. Per questo le quotazioni possono oscillare: un esemplare “giusto” ma mal centrato vale meno di un pezzo perfetto, e una varietà interessante su carta particolare può cambiare categoria all’istante.

La conclusione è semplice e soddisfacente: il 20 lire Siracusana filigrana stelle I tipo vale di più non perché “è antico”, ma perché combina data di emissione, filigrana specifica e, soprattutto, varianti selettive che il mercato riconosce e premia. E quando le trovi, te ne accorgi subito: non stai più guardando un 20 lire, stai guardando una storia rara nascosta nella carta.

Redazione Italia Notizie

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