Ti è mai capitato di cambiare qualcosa in casa convinto di fare la scelta “furba”, e poi scoprire che la bolletta ti sta facendo pagare quell’entusiasmo con gli interessi? Con i termosifoni succede più spesso di quanto immagini, perché l’errore è davvero banale, sembra logico, ma può trasformarsi in un boomerang.
L’errore che sembra intelligente (e invece ti costa caro)
L’errore è sostituire solo i termosifoni pensando di migliorare subito l’efficienza, senza mettere mano anche al generatore di calore (caldaia, pompa di calore, sistema ibrido) e, quando serve, alla regolazione dell’impianto.
Il risultato? Radiatori magari più belli o più “performanti” sulla carta, ma impianto sbilanciato, temperature gestite male e un generatore che lavora fuori dal suo punto ottimale. In pratica, consumi di gas o elettricità che possono impennarsi, anche in modo importante, soprattutto se prima l’impianto era già al limite.
Perché può “raddoppiare” la bolletta: cosa succede davvero
Provo a spiegartelo con un’immagine semplice: è come mettere gomme da Formula 1 su un’auto con il motore da city car e poi pretendere prestazioni da pista. I radiatori, da soli, non fanno miracoli se:
- la caldaia è vecchia e poco modulante
- l’impianto non è stato bilanciato dopo la sostituzione
- mancano valvole termostatiche o sono non tarate
- si alza la temperatura di mandata per “sentire caldo subito”
Quando cambi solo i corpi scaldanti, può cambiare l’inerzia termica, la resa e la distribuzione del calore. Se poi “compensi” a occhio aumentando i gradi, la spesa vola. E spesso non te ne accorgi subito: te lo dice la bolletta, a fine mese.
Il punto chiave: efficienza non è solo calore, è controllo
Il risparmio vero nasce da tre parole che sembrano noiose ma sono decisive: regolazione, modulazione, distribuzione.
Ecco cosa tende a mancare quando si cambiano solo i termosifoni:
- Valvole termostatiche (meglio se evolute), per evitare stanze surriscaldate.
- Cronotermostato o termoregolazione più precisa, per non scaldare quando non serve.
- Bilanciamento dell’impianto, per impedire che alcuni radiatori “rubino” calore ad altri.
Senza questi elementi, il generatore lavora di più e peggio. E i consumi lo seguono.
Detrazioni 2026: niente “bonus termosifoni”, ma puoi rientrare comunque
Nel 2026 non esiste un bonus termosifoni specifico. Questa è la trappola più comune: comprare e installare nuovi radiatori e poi scoprire che, da soli, non bastano per agganciare le agevolazioni principali.
In generale, la sostituzione dei caloriferi può rientrare in Ecobonus o Bonus ristrutturazioni solo se è parte di un intervento più ampio sull’impianto, per esempio la sostituzione della caldaia o l’installazione di pompe di calore o sistemi ibridi, in un percorso di efficientamento energetico.
E ricordati un dettaglio pratico ma fondamentale: pagamenti tracciabili e spesso richiesto il bonifico parlante.
Un riferimento utile per orientarsi tra requisiti e logiche degli incentivi è l’Ecobonus.
Le percentuali più comuni (e le condizioni che fanno la differenza)
A grandi linee, se l’intervento è inquadrato correttamente:
- Prima casa: detrazione al 50%, fino a 96.000 euro, recuperata in 10 anni, se l’intervento è straordinario o di efficientamento e non si limita ai soli radiatori.
- Seconde o terze case: spesso 36% con limiti più bassi (ad esempio 30.000 euro, a seconda della tipologia).
- Termosifoni elettrici: possono rientrare nel Bonus mobili solo se c’è una ristrutturazione avviata, quindi non come acquisto “isolato”.
Alternative 2026: quando conviene guardare al Conto Termico
Se stai valutando un salto vero di efficienza, nel 2026 può essere interessante anche il Conto Termico 3.0, che prevede rimborsi (in alcuni casi fino al 65%) per interventi come pompe di calore e sistemi ibridi, con pagamento diretto tramite GSE, quindi senza attendere le detrazioni in dichiarazione.
La strategia che taglia davvero la spesa (e ti evita il rimorso)
Se vuoi un percorso sensato, “a prova di bolletta”, ragiona così:
- prima valuta il generatore di calore (e se è coerente con i tuoi radiatori)
- poi scegli i termosifoni, ma insieme a valvole termostatiche e corretta regolazione
- infine fai verificare l’impianto da un termotecnico, soprattutto se cambi potenze e distribuzione
È qui che si vede la differenza tra spendere e investire: abbinando upgrade dell’impianto e corpi scaldanti, il risparmio può diventare concreto, spesso nell’ordine del 20-40%. Cambiare solo i termosifoni, invece, è il classico gesto “di pancia” che rischi di pagare due volte, una al negozio e una in bolletta.




