Allerta oro usato: non lo vendere se ti offrono meno di questa cifra al grammo

Ti arriva un messaggio, o magari passi davanti a una vetrina con scritto “compro oro”, e per un attimo ti sembra di avere in tasca una piccola miniera. Poi però arriva l’offerta al grammo e, se non sei preparato, quella miniera rischia di diventare un bicchier d’acqua. In queste settimane l’oro usato è un tema caldo proprio per questo: le quotazioni sono alte, ma anche gli scarti tra “valore reale” e “quanto ti pagano” possono essere enormi.

Perché in questi giorni l’oro usato “scotta”

A inizio 2026 abbiamo visto un’accelerazione rapida: da valori che a inizio gennaio giravano indicativamente tra 118 e 127 €/g per l’oro puro, si è arrivati a picchi storici verso fine gennaio. Il punto è che quando il mercato corre, molti venditori si muovono d’impulso, e proprio l’impulso è il nemico numero uno di una buona trattativa.

Il riferimento da tenere in testa è la quotazione al grammo del metallo, poi viene tutto il resto: purezza, costi di fusione, margini, tempi di pagamento.

La soglia sotto cui non conviene scendere

Se ti propongono cifre sensibilmente più basse dei valori minimi di mercato al grammo, stai probabilmente regalando valore. A fine gennaio 2026 le stime “di area” erano queste, mentre al 5 febbraio 2026 l’oro puro risulta intorno a 132-133 €/g.

Titolo (purezza)Range indicativo fine gennaio 2026Riferimento utile
24K (999‰)135-141 €/gal 5 feb: 132-133 €/g
18K (750‰)101-106 €/gtipico per gioielli
14K (585‰)79-82 €/gcomune in alcuni mercati

Per rendere l’idea: con 24K a 132-133 €/g, 100 grammi valgono indicativamente 13.200-13.300 € come valore del metallo puro, prima di qualsiasi spread o servizio.

Una nota che crea confusione: per l’oro da investimento (lingotti, monete) potresti vedere anche range “operativi” tipo 70-80 €/g in alcune condizioni di ritiro o in certe formule di calcolo. Non prenderli come verità assoluta, confrontali con lo spot giornaliero e chiedi sempre se il prezzo è lordo o netto, e quali costi sono inclusi.

Come calcolare il tuo prezzo in 30 secondi

Qui è dove ti rimetti in controllo, senza tecnicismi.

  1. Identifica il titolo: 24K, 18K, 14K (spesso è punzonato).
  2. Pesa l’oggetto, meglio con una bilancia precisa.
  3. Applica un controllo rapido: il valore “giusto” deve stare vicino alle soglie sopra, proporzionato alla purezza.
  4. Chiedi esplicitamente lo spread: quanto trattengono per lavorazione, fusione, rischio, margine.

Se qualcuno ti parla di “carati” e ti senti perso, ricordati che il carato è solo un modo per indicare la purezza, e la purezza è ciò che decide la fetta più grande del prezzo.

Contanti o bonifico: le regole che ti evitano guai

Qui conviene essere pratici, perché non è solo una questione di comodità.

  • Nei “compro oro” il limite tipico di pagamento in contanti è 500 €. Oltre, si passa a bonifico, per regole di antiriciclaggio.
  • Nei banchi dei pegni, in alcune casistiche, si può arrivare fino a 4.999,99 € in contanti.

Tradotto: se hai una quantità non minuscola, preparati mentalmente al bonifico. Non è un capriccio, è procedura.

2026, la variabile fiscale: l’ipotesi dell’affrancamento

Se possiedi oro da investimento fisico e non hai documentazione d’acquisto al 1° gennaio 2026, c’è una proposta in discussione (emendamenti Lega-Forza Italia) che punta a un affrancamento volontario: in pratica regolarizzare pagando un’imposta sostitutiva del 12,5% (in alcune ipotesi 13%) sul valore rivalutato.

Le scadenze ipotizzate:

  • istanza entro 30 giugno 2026
  • versamento entro 30 settembre 2026, con F24, in unica soluzione o in 3 rate (con interessi)

È importante: al momento è un’ipotesi, in attesa di approvazione in Legge di Bilancio 2026. Senza questa misura, lo schema che spesso si applica è:

  • con fattura, imposta sulla plusvalenza (differenza tra vendita e acquisto)
  • senza documenti, rischio di tassazione sull’intero incasso, oltre al tema della tracciabilità

Mini checklist prima di firmare

  • Pretendi il prezzo €/g e il titolo dichiarato (non “a occhio”).
  • Confronta l’offerta con le soglie: 24K 132-133 €/g (inizio feb 2026), 18K 101-106, 14K 79-82 come ordini di grandezza.
  • Chiedi lo spread scritto, non solo a voce.
  • Se superi 500 €, metti in conto il bonifico.
  • Se è oro da investimento, valuta la possibile novità dell’affrancamento (se entrerà in vigore) prima di muoverti.

La regola finale è semplice, quasi banale, ma salva soldi veri: l’oro si vende quando serve, o quando il prezzo è buono, ma mai quando l’offerta è sotto la soglia minima ragionevole. In quel caso, la scelta più intelligente spesso è solo una: ringraziare, e uscire.

Redazione Italia Notizie

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