Ti è mai capitato di arrivare al CUP, prendere il numerino, e poi scoprire che quella visita ti costa più del previsto? A molti succede così, un po’ per fretta, un po’ perché le regole cambiano nei dettagli da regione a regione. La buona notizia è che nel 2026 ottenere l’esenzione dal ticket sanitario è spesso più semplice di quanto sembri, se sai dove guardare e quali documenti preparare.
Che cos’è davvero l’esenzione ticket (e cosa copre)
Il ticket è la quota che il cittadino paga per alcune prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, come visite specialistiche, esami diagnostici e, in alcuni casi, farmaci. L’esenzione riduce o azzera quel costo quando ricorrono determinate condizioni.
In pratica, l’esenzione può riguardare:
- prestazioni legate a una patologia o invalidità
- prestazioni per gravidanza o screening di prevenzione
- condizioni economiche (reddito e situazione familiare)
- specifiche tutele (per esempio alcune situazioni di disoccupazione)
I requisiti più comuni nel 2026: le grandi famiglie di esenzione
Le categorie “classiche” restano le più frequenti anche nel 2026. Quello che cambia, di solito, non è il principio, ma la procedura pratica e i controlli.
1) Esenzione per reddito
È la più cercata, e spesso la più “misteriosa”. In molte regioni l’esenzione per reddito viene riconosciuta in modo automatico incrociando dati fiscali e anagrafici. In altri casi devi fare richiesta.
Per orientarti, si usano spesso codici (possono variare per dettagli regionali):
| Tipo | A cosa si riferisce | Cosa serve di solito |
|---|---|---|
| E01, E02, E03, E04 | Esenzioni legate a età, pensione, disoccupazione, soglie di reddito | Dichiarazione, autocertificazione, controlli a campione |
Per dimostrare la situazione economica può essere utile l’ISEE, anche quando non è formalmente obbligatorio, perché aiuta a ricostruire il quadro familiare in modo chiaro.
2) Esenzione per patologia (cronica o rara)
Qui il punto non è il reddito, ma la diagnosi. Serve un certificato specialistico che attesti la patologia e, una volta riconosciuta l’esenzione, avrai un codice che copre le prestazioni correlate.
Un dettaglio che molti scoprono tardi: l’esenzione non sempre vale “per tutto”, ma per ciò che è collegato alla patologia. Se la ricetta non riporta il codice corretto, il ticket può risultare dovuto.
3) Esenzione per invalidità o altre condizioni
Rientrano qui invalidità civile, infortuni e altre tutele previste. Di norma servono i verbali o le attestazioni rilasciate dagli enti competenti, e l’ASL registra l’esenzione sul tuo profilo sanitario.
4) Gravidanza e prevenzione
Esistono esenzioni per controlli in gravidanza e per programmi di screening (per esempio oncologici) definiti a livello nazionale e regionale. In questi casi conta molto la corretta compilazione dell’impegnativa.
Come ottenerla nel 2026: il percorso più sicuro in 5 passi
Quando vuoi andare sul concreto, io consiglio questa mini scaletta, semplice e “anti sorprese”:
Verifica se l’esenzione è già attiva
Controlla sul Fascicolo Sanitario Elettronico (se disponibile nella tua regione) oppure chiedi allo sportello ASL. A volte l’esenzione c’è, ma non lo sai.Capisci quale categoria ti riguarda
Reddito, patologia, invalidità, gravidanza, prevenzione. Sembra banale, ma scegliere il “cassetto” giusto ti fa risparmiare giorni.Prepara i documenti essenziali
In base al caso: documento d’identità, tessera sanitaria, eventuale autocertificazione, certificati medici, verbali, dati reddituali.Presenta la richiesta nel canale corretto
Di solito: sportello ASL/ATS, portale regionale, oppure tramite procedure guidate se previste. Se hai una patologia, spesso il passaggio chiave è il certificato specialistico.Controlla che il codice compaia sulle ricette
È il punto che “salva” la visita. L’esenzione deve risultare attiva e correttamente agganciata alla prestazione prescritta.
Scadenze e rinnovi: cosa tenere d’occhio
Nel 2026 molte esenzioni per reddito possono essere annuali e talvolta rinnovate automaticamente, ma non conviene darlo per scontato. Il mio consiglio pratico è segnarti un promemoria a inizio anno e:
- verificare lo stato dell’esenzione sul fascicolo o in ASL
- chiedere se, nella tua regione, serve una nuova autocertificazione
- controllare eventuali comunicazioni regionali su requisiti e controlli
Il trucco più semplice per non sbagliare
Se vuoi evitare il classico “ma non risultava l’esenzione”, porta sempre con te (anche in PDF sul telefono) la prova dell’esenzione o il riepilogo del fascicolo. E, quando prenoti o ritiri la ricetta, chiedi esplicitamente: “Il codice di esenzione è inserito?”.
Così, invece di scoprire tutto allo sportello, arrivi già preparato. E nel 2026, con un minimo di attenzione, l’esenzione ticket diventa un diritto esercitato, non un rompicapo.




