Assegno di vedovanza: chi ha diritto, quanto spetta e come fare domanda subito

Quando muore una persona cara, spesso il problema non è solo emotivo. È anche pratico, bollette, affitto, spese che non aspettano. In quei giorni si sente dire “assegno di vedovanza” e ci si aggrappa a quella parola come a una corda, ma poi arrivano i dubbi: chi ne ha davvero diritto, quanto arriva, e soprattutto come si fa domanda senza perdere tempo?

Che cos’è (e perché viene chiamato “assegno di vedovanza”)

Con “assegno di vedovanza” molte persone indicano la pensione ai superstiti, cioè la pensione di reversibilità (se il defunto era già pensionato) o la pensione indiretta (se era lavoratore assicurato, ma non ancora pensionato). È una prestazione gestita dall’INPS, pensata per dare continuità economica alla famiglia dopo il decesso.

Chi ha diritto: i casi più comuni (e quelli che sorprendono)

In generale, possono avere diritto:

  • Coniuge superstite (anche se separato, in molte situazioni anche con addebito).
  • Parte di unione civile (equiparata al coniuge ai fini previdenziali).
  • Ex coniuge divorziato, solo se:
  • percepiva assegno divorzile stabilito dal giudice,
  • non si è risposato,
  • e ricorrono le condizioni previste nei casi di concorso con eventuale nuovo coniuge del defunto (ripartizione “pro quota” decisa in base a criteri come durata del matrimonio).

Attenzione alle esclusioni tipiche:

  • La convivenza di fatto, da sola, di norma non dà diritto alla reversibilità.
  • Un nuovo matrimonio o una nuova unione civile del superstite, di regola, fa perdere il diritto (salvo regole particolari e possibili assegni una tantum in alcuni casi).

Quanto spetta: percentuali chiare, importo variabile

Qui conviene essere molto concreti: non esiste “una cifra fissa”. La base è la pensione che il defunto percepiva (o che avrebbe maturato). Le percentuali standard sono queste:

BeneficiariQuota della pensione
Solo coniuge o parte di unione civile60%
Coniuge e 1 figlio80%
Coniuge e 2 o più figli100%

Poi entrano in gioco altri fattori importanti:

  • Riduzioni per reddito personale: se il superstite ha un reddito personale sopra certe soglie, l’importo può essere ridotto. Le soglie e le percentuali vengono aggiornate periodicamente, quindi è essenziale verificare i valori in vigore nell’anno della domanda.
  • Tassazione: la reversibilità è generalmente tassata come reddito da pensione e, in molte situazioni, incide anche su indicatori come l’ISEE. È uno di quei dettagli che conviene sapere prima, per non restare spiazzati.

Come fare domanda subito (senza impantanarti)

Se vuoi accelerare davvero, la chiave è preparare i dati prima di entrare nella procedura.

Documenti e informazioni da avere pronti

  • Codici fiscali di richiedente e defunto
  • Certificato di morte (o estremi del decesso se già registrato)
  • Dati anagrafici e situazione familiare (eventuali figli a carico, studenti, inabili)
  • Coordinate IBAN
  • Sentenza di divorzio e prova dell’assegno divorzile (se ex coniuge)
  • Eventuale documentazione su invalidità o inabilità (se rilevante)

Canali per la domanda

  1. Online: con SPID, CIE o CNS sul portale INPS, cercando la sezione dedicata alla pensione ai superstiti.
  2. Patronato: spesso è la via più rapida e sicura, soprattutto se ci sono ex coniugi, figli maggiorenni studenti, o situazioni particolari.
  3. Contact center: utile per informazioni e stato pratica, meno per gestire casi complessi.

Decorrenza e arretrati

La prestazione, di regola, decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso. Gli arretrati possono spettare, ma esistono limiti legati ai termini di legge e alla prescrizione, quindi la regola pratica è semplice: presentare la domanda il prima possibile.

Tre errori che fanno perdere settimane

  • Inserire un IBAN non intestato o non valido per l’accredito.
  • Dimenticare di dichiarare correttamente redditi e situazione familiare (poi arriva la richiesta di integrazione).
  • Aspettare “che qualcuno avvisi l’INPS”, perché di solito la domanda va presentata.

La strategia più efficace: 30 minuti oggi, per respirare domani

Se vuoi muoverti subito, fai così: raccogli i documenti, scegli canale online o patronato, invia la domanda di reversibilità e salva ricevuta e numero di protocollo. È un gesto pratico, quasi amministrativo, ma spesso è quello che riporta un po’ di stabilità quando tutto il resto sembra traballare.

Redazione Italia Notizie

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