Ti è mai capitato di ricevere un €20 al bar, infilarlo in tasca senza pensarci, e poi sentirti addosso quel dubbio fastidioso, “E se fosse falso?” Succede più spesso di quanto immagini, e non solo ai distratti. Il punto è che alcune banconote sono “preferite” dai falsari, e proprio lì si annida il rischio più grosso per chi incassa senza controllare.
Le banconote più falsificate in Italia (e perché proprio quelle)
In Italia, le banconote in euro più frequentemente contraffatte sono quelle da €20 e €50. Insieme rappresentano circa l’87% del totale delle falsificazioni ritirate dalla circolazione, parliamo di 121.111 banconote nel 2024.
Perché questi tagli? Perché sono perfetti per passare inosservati: abbastanza “alti” da valere la fatica, abbastanza comuni da non far scattare automaticamente l’allarme. Un €200 ti costringe a pensarci, un €20 spesso no.
A livello complessivo, nel 2024 sono state ritirate circa 554.000 falsificazioni di euro nel mondo, e anche qui oltre il 75% riguarda i tagli da 20 e 50.
Chi stabilisce che una banconota è falsa: il ruolo del NAC
Non è una questione di “sensazione”: esiste un percorso preciso. In Italia il fenomeno viene monitorato dalla Banca d’Italia tramite il Centro Nazionale di analisi delle banconote sospette di falsità (NAC).
In pratica:
- banche, Poste Italiane e operatori professionali (come chi gestisce contanti in modo sistematico) intercettano i biglietti sospetti,
- le banconote non validate dai controlli automatici o manuali vengono ritirate,
- poi vengono inviate al NAC per l’analisi.
Qui arriva il punto che molti ignorano: se una banconota risulta falsa, di norma non viene rimborsata a chi l’ha accettata in buona fede. Quindi il danno economico resta sulle tue spalle.
“Considerate false”: i segnali più tipici che dovrebbero farti fermare
Le falsificazioni più insidiose non sono quelle grossolane, ma quelle che cercano di imitare i dettagli. Quando hai in mano un €20 o un €50, fai questo mini check rapido (ti richiede pochi secondi):
- Tocca
- La carta autentica ha una consistenza particolare, più “croccante” e resistente.
- Alcune zone hanno rilievi percepibili al tatto.
- Guarda in controluce
- Cerca la filigrana e il filo di sicurezza.
- Se l’effetto è piatto o “stampato”, è un segnale da non ignorare.
- Inclina la banconota
- Controlla ologrammi e elementi cangianti.
- Se l’immagine non cambia o cambia in modo sporco, meglio non fidarsi.
Se hai un dubbio, la regola pratica è semplice: non rimetterla in circolo “per liberartene”. È qui che il rischio smette di essere solo economico.
Il rischio legale: quando il problema diventa penale
La parte che fa davvero paura è questa, perché molti pensano, “Se non l’ho fatta io, non rischio nulla”. In realtà, spendere o detenere banconote false può trasformarsi in un guaio serio.
In base agli articoli 453 e seguenti del Codice Penale, la messa in circolazione di monete o banconote false è un reato che può essere punito con reclusione da 3 a 12 anni, oltre alla multa. La differenza la fanno elementi come consapevolezza, comportamento e contesto, ma la prudenza è l’unica scelta intelligente.
Cosa fare invece?
- Blocca la banconota e non usarla.
- Porta il biglietto in banca o alle autorità competenti per la verifica.
- Se sei un esercente, forma il personale su controlli rapidi e costanti, soprattutto su €20 e €50.
Attenzione anche al collezionismo: i falsi “d’epoca” che ingannano
Qui la trappola cambia forma. Nel collezionismo circolano falsi molto curati di vecchie lire, per esempio le 50.000 lire “volto di donna” (1977-1986), riprodotte talvolta con dettagli che imitano filigrana, filo e numerazione. In sequestri e verifiche, queste possono essere timbrate “ANNULLATO”, e diventano oggetti di studio, non certo banconote da “affare”.
Si trovano anche falsificazioni storiche come:
- 1.000 lire del 1923
- 500 lire “Aretusa”
- perfino tagli fantasiosi, come una presunta banconota da 300 euro datata 2002, che già solo per esistenza dovrebbe accendere ogni sirena.
Per difenderti, soprattutto online:
- pretendi immagini ad alta risoluzione fronte e retro,
- chiedi certificazioni o perizie di esperti,
- diffida di prezzi troppo belli e descrizioni vaghe.
La conclusione che ti salva davvero
Se c’è una cosa da portarti via, è questa: in Italia il rischio maggiore si concentra su €20 e €50, proprio perché sono le banconote che passano più facilmente di mano. Controllarle diventa un’abitudine, quasi un gesto automatico, e ti protegge da due problemi insieme, perdere soldi e infilarti in situazioni legali spiacevoli. Una manciata di secondi oggi può evitarti settimane di grattacapi domani.




