C’è un momento preciso, ai mercatini dell’usato, in cui ti sembra di aver “sentito” un oggetto chiamarti. Magari è una cornice un po’ rovinata, o un fumetto con gli angoli consumati. Eppure, sotto quella patina di polvere, spesso si nasconde una storia, e talvolta anche un vero affare. Nel 2026, tra nuove regole fiscali e ritorno di fiamma per il vintage, i banchi italiani sono più interessanti che mai.
Perché nel 2026 conviene guardare (bene) tra i banchi
Negli ultimi anni il collezionismo è diventato più trasversale: non solo esperti con lente d’ingrandimento, ma anche giovani che cercano elettronica retrò, poster, giochi e oggetti anni Cinquanta. In più, dal 1° luglio 2025 molti beni “da mercatino” possono beneficiare di IVA agevolata al 5%, rendendo più accessibili alcune categorie che prima sembravano “da intenditori”.
Il risultato? Più movimento, più scambi, più occasioni, ma anche più necessità di riconoscere cosa vale davvero.
Gli oggetti da collezione più ricercati (quelli che spariscono subito)
Se vuoi capire cosa attira davvero i collezionisti, osserva chi torna due volte allo stesso banco. Di solito sta puntando uno di questi filoni:
- Antiquariato e modernariato: mobili, porcellane, utensili, oggetti d’arredo con una linea riconoscibile e una buona conservazione. Qui contano epoca, provenienza e coerenza stilistica.
- Piccolo antiquariato: gioielli d’epoca, spilla, orecchini, bottoni, minuterie. Sono “piccoli” ma spesso più liquidi, si rivendono più facilmente.
- Monete e filatelia: mondo enorme, e proprio per questo pieno di nicchie. Anche un lotto misto può contenere un pezzo interessante, ma serve confronto con cataloghi e prezzi reali di vendita.
- Libri antichi, stampe e fumetti: prime edizioni, numeri d’esordio, tirature limitate, ma anche copertine iconiche. La condizione fa oscillare il valore in modo drastico.
- Poster e pubblicità storiche: soprattutto se legati a grafica d’autore o a eventi locali. Spesso sono sottovalutati quando hanno pieghe, ma alcune pieghe “da affissione” sono normali.
- Giocattoli vintage e videogiochi retrò: scatola, manuali e accessori sono tutto. Un oggetto “completo” cambia fascia di prezzo.
- Militaria e curiosità anni ’50: attenzione qui, più che altrove, a autenticità e provenienza lecita.
Se ti interessa l’antiquariato, ricorda che in Italia esistono regole specifiche per tutela e circolazione dei beni culturali. Non è un dettaglio, è una parte del valore.
I sottovalutati: dove si nascondono le vere sorprese
La parola magica, nei mercatini, è “sottovalutato”. Non significa economico, significa non ancora capito.
Oro usato (ma con testa, non di impulso)
L’oro usato è spesso citato come “affare”, e può esserlo, ma solo se eviti l’errore più comune: vendere o comprare senza riferimento al valore minimo al grammo aggiornato. In più:
- Chiedi sempre il peso e la caratura, e confronta con quotazioni verificabili.
- Per importi importanti, preferisci pagamenti tracciabili, anche per stare tranquillo con le regole antiriciclaggio (oltre certe soglie il contante è delicato).
- Se l’oro è visto come investimento fisico, informati su eventuali regolarizzazioni fiscali e opzioni come l’affrancamento (si parla di aliquote intorno al 12,5-13% entro giugno 2026, a seconda dei casi).
Qui non vince chi “spunta il prezzo”, vince chi compra con documenti e logica.
“Cose vecchie” contadine e borghesi (il fascino del riuso)
Tappeti, biancheria d’epoca, cornici, piccoli mobili, utensili rustici. Spesso costano poco perché sembrano fuori moda, ma nel 2026 hanno due vantaggi enormi: sono perfetti per riuso e arredo e hanno un’impronta materiale che il nuovo non replica.
Un consiglio pratico: guarda le lavorazioni, non l’estetica. Una cornice in legno ben fatta si recupera. Una stampa con una bella carta si incornicia. Un tappeto con usura “onesta” racconta casa.
Bonus e regole: come trasformare l’acquisto in un vantaggio reale
Se stai ristrutturando, il Bonus mobili 2026 può diventare un alleato: la detrazione IRPEF al 50% fino a 5.000 euro (per acquisti legati a lavori) può rendere più sensato comprare un mobile di modernariato ben conservato invece di un pezzo nuovo mediocre.
E non dimenticare una parola chiave: tracciabilità. Scontrino, ricevuta, bonifico, foto e descrizione dell’oggetto. È il tuo paracadute se un domani vorrai rivendere.
Dove cercare: tre appuntamenti da segnare
Nel 2026 alcuni mercatini restano punti fermi, anche solo per “allenare l’occhio”:
- East Market (Milano): enorme varietà, ottimo per vintage e curiosità.
- Cirié (Torino): terzo sabato del mese, atmosfera da caccia al tesoro tra espositori selezionati.
- Pesaro: terza domenica del mese, tra antiquariato e oggetti sorprendenti.
La regola d’oro per non farsi sfuggire l’affare
Arriva presto, osserva chi compra, fai una foto mentale dei prezzi, poi torna. E quando trovi quel pezzo che sembra parlarti, chiediti due cose: “È autentico?” e “Lo ricomprerei anche domani?”. Se la risposta è sì, probabilmente hai trovato proprio ciò che i mercatini sanno regalare, la sensazione rarissima di aver visto prima degli altri. E a volte, anche il valore.




